Il concerto esplora la relazione dinamica tra espressione artistica e processi neurali, acquisendo in tempo reale i segnali elettroencefalografici (EEG) e altri biosignali dei performer e traducendoli in paesaggi visivi in continua evoluzione. Mentre i musicisti si esibiscono, la loro attività neurale diventa una componente attiva dell’opera artistica, modellando l’ambiente visivo e creando un feedback loop tra percezione, cognizione e suono.
Un dialogo tra arte, neuroscienze e tecnologia, che trasforma il palcoscenico in una piattaforma sperimentale in cui i dati non vengono soltanto misurati, ma anche vissuti. Attraverso questa integrazione, NeuroRhapsody offre sia un’esplorazione estetica sia un’indagine scientifica di come la musica è percepita, elaborata e incarnata dal cervello.