L’ACQUA CHETA

Nella Firenze dei primi del ’900, Anita e Ida, le due figlie di Ulisse e Rosa, attirano le attenzioni di due giovani molto diversi: Cecco, il falegname, e il misterioso Alfredo. Mentre i genitori cercano di controllare le ragazze, i corteggiamenti segreti e le gelosie scatenano una serie di situazioni comiche. Tra canzoni sotto la finestra, incidenti domestici e fraintendimenti, alla fine l’amore sincero trionfa su tutto.


STORIA

L’Acqua Cheta è da ritenersi il capolavoro di Augusto Novelli e del vernacolo fiorentino. Fu messa in scena per la prima volta al Teatro Alfieri di Firenze nel gennaio del 1908 e fu replicata per 26 sere consecutive, dando il via alla rinascita del teatro dialettale fiorentino, che fino ad allora era rimasto come fuoco sotto la cenere. Nel 2008 è stato celebrato il centenario del debutto.

L’Acqua Cheta ha superato abbondantemente i 100 anni: infatti, nella notte di Capodanno del 1908 al Teatro Alfieri di Firenze si festeggiava con un banchetto il grande attore Andrea (Dreino) Niccòli, che si preparava a partire in America con la sua compagnia per una tournée. Il commediografo Augusto Novelli, che si trovava a passare di là, fu invitato sul palco a parlare e riuscì a persuadere l’attore a tentare la fortuna con un nuovo progetto teatrale: una commedia che portasse in America il teatro popolare in vernacolo, impegnandosi a scrivere un atto prima della partenza della compagnia. La commedia, in tre atti, debuttò il 29 gennaio, con il titolo “L’Acqua Cheta”. Fu un successo clamoroso, travolgente.

Da allora la commedia ha avuto innumerevoli rappresentazioni, sia come lavoro in prosa, sia come operetta (l’adattamento musicale di Giuseppe Pietri è del 1920) e nel corso della sua storia sulla scena ha subito un’evoluzione che ne ha modificato notevolmente forma, linguaggio e gerarchia dei personaggi.

Confermando le intenzioni del Novelli, che voleva realizzare attraverso essa la propria idea di teatro popolare, il pubblico e le compagnie che negli anni l’hanno rappresentata l’hanno fatta propria, intervenendo sul testo, sulle scene e sui personaggi con tagli e aggiunte nati dall’improvvisazione degli attori e dal gradimento del pubblico, trattandola di fatto come un prodotto di cultura orale. Nella pratica teatrale di oggi non esiste una sola “Acqua Cheta”, ma molte e diverse. E come per ogni lavoro di cultura popolare, ci troviamo da un lato davanti a una grande quantità di varianti, dall’altro a delle consuetudini sceniche così note e amate dal pubblico che, pur non essendo “scritte”, è rischioso modificarle o rinnovarle.

Alla luce di queste considerazioni, questa commedia così leggera ci appare carica di sensi diversi, ma soprattutto ci sembra averne uno su tutti: quello di rappresentare per i fiorentini — e forse anche per i non fiorentini — quella Firenze (com’era bella…) che hanno conosciuto o di cui hanno sentito raccontare, la Firenze che esisteva “prima”. Prima dei turisti, prima dell’alluvione, prima della grande guerra… in ogni caso prima di un qualche disastro che ne ha cambiato i connotati.


Regia: Claudio Spaggiari

Costumi: Giancarlo Mancini


 

Personaggi e Interpreti

Ulisse, fiaccheraio – Fabio Baronti
Rosa, sua moglie – Sabrina Tinalli
Anita, loro figlia – Sofia Giunta
Ida, loro figlia – Marta Virginia Morgavi
Cecco, falegname – Lorenzo Carcasci
AlfredoRuggero Albisani
Stinchi, stalliere – Andrea Nannelli
Asdrubale, avvocato – Davide Diamanti
Bigatti, cronista – Marcello Allegrini
ZairaBrenda Potenza
AnnaGiovanna Calamai
TeresaAnna Collazzo

L’ACQUA CHETA

Nella Firenze dei primi del ’900, Anita e Ida, le due figlie di Ulisse e Rosa, attirano le attenzioni di due giovani molto diversi: Cecco, il falegname, e il misterioso Alfredo. Mentre i genitori cercano di controllare le ragazze, i corteggiamenti segreti e le gelosie scatenano una serie di situazioni comiche. Tra canzoni sotto la finestra, incidenti domestici e fraintendimenti, alla fine l’amore sincero trionfa su tutto.


STORIA

L’Acqua Cheta è da ritenersi il capolavoro di Augusto Novelli e del vernacolo fiorentino. Fu messa in scena per la prima volta al Teatro Alfieri di Firenze nel gennaio del 1908 e fu replicata per 26 sere consecutive, dando il via alla rinascita del teatro dialettale fiorentino, che fino ad allora era rimasto come fuoco sotto la cenere. Nel 2008 è stato celebrato il centenario del debutto.

L’Acqua Cheta ha superato abbondantemente i 100 anni: infatti, nella notte di Capodanno del 1908 al Teatro Alfieri di Firenze si festeggiava con un banchetto il grande attore Andrea (Dreino) Niccòli, che si preparava a partire in America con la sua compagnia per una tournée. Il commediografo Augusto Novelli, che si trovava a passare di là, fu invitato sul palco a parlare e riuscì a persuadere l’attore a tentare la fortuna con un nuovo progetto teatrale: una commedia che portasse in America il teatro popolare in vernacolo, impegnandosi a scrivere un atto prima della partenza della compagnia. La commedia, in tre atti, debuttò il 29 gennaio, con il titolo “L’Acqua Cheta”. Fu un successo clamoroso, travolgente.

Da allora la commedia ha avuto innumerevoli rappresentazioni, sia come lavoro in prosa, sia come operetta (l’adattamento musicale di Giuseppe Pietri è del 1920) e nel corso della sua storia sulla scena ha subito un’evoluzione che ne ha modificato notevolmente forma, linguaggio e gerarchia dei personaggi.

Confermando le intenzioni del Novelli, che voleva realizzare attraverso essa la propria idea di teatro popolare, il pubblico e le compagnie che negli anni l’hanno rappresentata l’hanno fatta propria, intervenendo sul testo, sulle scene e sui personaggi con tagli e aggiunte nati dall’improvvisazione degli attori e dal gradimento del pubblico, trattandola di fatto come un prodotto di cultura orale. Nella pratica teatrale di oggi non esiste una sola “Acqua Cheta”, ma molte e diverse. E come per ogni lavoro di cultura popolare, ci troviamo da un lato davanti a una grande quantità di varianti, dall’altro a delle consuetudini sceniche così note e amate dal pubblico che, pur non essendo “scritte”, è rischioso modificarle o rinnovarle.

Alla luce di queste considerazioni, questa commedia così leggera ci appare carica di sensi diversi, ma soprattutto ci sembra averne uno su tutti: quello di rappresentare per i fiorentini — e forse anche per i non fiorentini — quella Firenze (com’era bella…) che hanno conosciuto o di cui hanno sentito raccontare, la Firenze che esisteva “prima”. Prima dei turisti, prima dell’alluvione, prima della grande guerra… in ogni caso prima di un qualche disastro che ne ha cambiato i connotati.


Regia: Claudio Spaggiari

Costumi: Giancarlo Mancini


 

Personaggi e Interpreti

Ulisse, fiaccheraio – Fabio Baronti
Rosa, sua moglie – Sabrina Tinalli
Anita, loro figlia – Sofia Giunta
Ida, loro figlia – Marta Virginia Morgavi
Cecco, falegname – Lorenzo Carcasci
AlfredoRuggero Albisani
Stinchi, stalliere – Andrea Nannelli
Asdrubale, avvocato – Davide Diamanti
Bigatti, cronista – Marcello Allegrini
ZairaBrenda Potenza
AnnaGiovanna Calamai
TeresaAnna Collazzo

HERSHEY FELDER

Conosciuto in tutto il mondo per le sue esecuzioni virtuose sia come attore che come pianista, e per il suo lavoro teatrale e cinematografico premiato e prolifico, Hershey Felder, Direttore Artistico di FirenzeOnStage e Teatro Niccolini, propone un evento musicale speciale per le festività che presenta la musica e le storie dietro le più grandi canzoni italiane, così come canzoni americane amate in tutto il mondo, molte delle quali composte da italiani.

Unisciti a noi al Teatro Niccolini per un evento speciale per le festività, dove tu, come pubblico, potrai partecipare e cantare insieme a un virtuoso di fama mondiale al pianoforte.

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IL PIANISTA SUPERVIRTUOSO

Richiamando in un certo senso i giorni in cui la leggendaria Martha Argerich lasciò la giuria del Concorso Chopin in segno di protesta nel 1980, quando Ivo Pogorelich fu eliminato al terzo round, il ventiquattrenne pianista super-virtuoso David Khrikuli ha suscitato una reazione e un’ondata di indignazione sui social media a livello mondiale per non aver ricevuto alcun premio nel concorso. Considerato da molti un vero artista di statura stellare, capace delle interpretazioni più profondamente toccanti e artisticamente travolgenti, il suo impatto è andato ben oltre qualsiasi riconoscimento ufficiale.

(Compositore Fryderyk Chopin)

Fantasia op.49 in fa minore
24 Preludes, op.28
Scherzo op.20 in si minore
Scherzo op.31 in sib minore
Scherzo op.39 in do# minore
Scherzo op.54 in Mi maggiore
BIO

Nato in Georgia nel 2001, il pianista David Khrikuli sta rapidamente emergendo come una delle voci più coinvolgenti della sua generazione. Le sue esecuzioni hanno attirato un’attenzione eccezionale per la loro profondità espressiva, luminosità strutturale e raro controllo della dinamica.

Laureato in numerosi concorsi internazionali, Khrikuli ha vinto il Primo Premio al Cantù International Piano and Orchestra Competition 2024 (Italia) e il Primo Premio e Premio del Pubblico al Vigo International Piano Competition (Spagna). È stato inoltre finalista al Chopin International Piano Competition 2025, dove le sue esecuzioni hanno catturato l’attenzione sia della giuria che del pubblico, ottenendo un riconoscimento che ha superato i risultati del concorso. Tra le precedenti distinzioni si segnalano il Primo Premio e Premio Speciale all’Aarhus International Competition (Danimarca), il Primo Premio al Tbilisi Chopin National Piano Competition (Georgia), e premi al Nutcracker International TV Competition (Russia), Astana Piano Passion (Kazakhstan), e Arthur Rubinstein International Competition for Young Pianists (Cina).

Ha iniziato gli studi pianistici presso la Zakaria Paliashvili Central Music School for Gifted Children a Tbilisi sotto la guida di Revaz Tavadze e successivamente si è formato con Galina Eguiazarova e Stanislav Ioudenitch alla Reina Sofía School of Music di Madrid. Ha ricevuto borse di studio dalle fondazioni Jaime Castellanos e Albéniz, ha ricoperto la cattedra pianistico della Banco Santander Foundation e nel 2022 ha ottenuto il Diploma per lo Studente Più Meritevole della sua cattedra da Sua Maestà la Regina Sofía.

Khrikuli si è esibito come solista con la Georgian Philharmonic, la Israel Camerata e Philharmonic, e la Moscow Philharmonic, e ha tenuto concerti da solista e da camera in tutta Europa. Alla Reina Sofía School è stato protagonista di serie di concerti come La Generación Ascendente (Madrid) e AIEnRUTa-Clásicos (Albacete), esibendosi inoltre con il Schumann Trio, il Ravel Duo e l’Austrias Trio.

Attualmente, Khrikuli sta effettuando un tour in Polonia con concerti a Toruń, Kraków e Poznań, e ha in programma future apparizioni con la National Polish Radio Symphony Orchestra, il National Forum of Music di Wrocław e la Kraków Philharmonic. Tornerà inoltre a Maiorca e all’Auditorio Nacional de Música di Madrid, e farà il suo debutto a Berlino.

PICCOLA, GRANDE MUSICA

Lo spettacolo narra dell’infanzia eccezionale dei fratelli “Amadè” e “Nannerl” Mozart, delle loro esperienze di bambini e di musicisti.
Racconteremo del loro grande talento, dei loro lunghi viaggi in tutta Europa, delle loro esibizioni come piccoli prodigi e della loro grande passione comune: la musica.
Passione che per loro era tutto: studio e sacrificio, ma anche divertimento e gioco.
Per i due fratelli ogni frase musicale era un personaggio e ogni sonata raccontava una storia fantastica.
Una favola in Forma Sonata.

Lo spettacolo fa parte del progetto Il Racconto della Musica, progetto di educazione all’ascolto degli altri attraverso la musica classica, la narrazione e i linguaggi teatrali.


Di Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci e Diego Mingolla
Collaborazione drammaturgica: Eleonora Mino

Con:
Pasquale Buonarota, attore
Diego Mingolla, pianoforte

Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart
Illustrazioni di Anna Guazzotti

Una produzione di Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus, in collaborazione con Unione Musicale Onlus e Associazione Culturale TZIM TZUM

 

BIGLIETTO INTERO: € 10,00

BIGLIETTO PER ABBONATI ALLA STAGIONE CONCERTISTICA 2025/2026: € 10,00

BIGLIETTO STUDENTI UNIVERSITARI E UNDER 30: € 8,00

BIGLIETTO Under 18, studenti under 30 di Conservatori, Scuole di musica convenzionate e licei musicali, corsi di Laurea DAMS, corso di Laurea Magistrale in Scienze dello Spettacolo e ProGEAS Unifi: € 5,00

 LE DONNE NON MUOIONO: La rivoluzione di Artemisia Gentileschi

Per duemila anni l’umanità ha creduto che il Sole e tutte le costellazioni celesti le girassero attorno.
Ma una mattina splendé chiara la luce della scienza: qualcuno accertò con i suoi calcoli che il Sole sta fermo e la Terra si muove.

Eppure, in quel luminoso 1600, ancora si appiccavano fuochi. Le città erano piene di superstizioni e pestilenze.
Si bruciavano libri, idee, anime. Ribelli, prostitute, letterate, artiste.
In una parola: streghe.

Tutte da bruciare. Tutte da punire.

Tra queste, Artemisia Gentileschi.

Questo spettacolo racconta di lei: del suo talento, ma anche della sua straordinaria forza d’animo, in un secolo in cui alle donne non era permesso praticamente niente.

Uno spettacolo di Virginia Martini
con Federica Bini, Irene Cucchiarelli, Teresa Direnzo, Susanna Giannini, Cinzia Macerini, Elena Talenti.

Lo spettacolo sarà preceduto da un intervento sul Teatro Niccolini, per conoscerne la storia e la sua peculiarità.

Prezzo unico: Euro 10,00

La vita e l’arte di Artemisia Gentileschi tra musica e parola

Biglietto unico 20 €
Teatro Niccolini, Firenze
Info e prenotazioni: 333 8940508

 

Sabato 8 novembre alle 21.00, il Teatro Niccolini ospita Heic Artemisia, la nuova creazione di Angelo Manzotti dedicata ad Artemisia Gentileschi: una donna, un’artista, una voce che attraversa i secoli.

In scena, musica e parola si intrecciano in una forma semi-scenica intensa e intima.
Daniela Felzani interpreta Artemisia, mentre l’Ensemble Vago Concento, diretto da Marcello Rossi Corradini, accompagna il racconto con musiche di Purcell, Haendel, Vivaldi, Pergolesi e Marcello.

Un viaggio che parte dal dolore e arriva all’arte: dalle parole autentiche del processo per stupro alla conquista della libertà creativa, fino al riconoscimento come prima donna ammessa all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
Un tributo alla forza femminile, alla giustizia negata e alla potenza della bellezza che sopravvive a tutto.

MUSICA &…  L’AMICO GENIALE

SILVIA CHIESA violoncello
MAURIZIO BAGLINI pianoforte
STEFANO VALANZUOLO voce recitante

Nino Rota per Eduardo

Musiche di Rota

QUARTETTO PROMETEO

ŠOSTAKOVIČ: Quartetto n. 4 in re maggiore, op. 83
FOLK SONGS (Omaggio a Berio): Musiche di Sciarrino, Dall’Ongaro, Fedele
SIBELIUS: Quartetto in re minore, op. 56, “Voces Intimae”

QUARTETTO PROMETEO
Mirei Yamada violino
Aldo Campagnari violino
Danusha Waskiewicz viola
Francesco Dillon violoncello

Foto © Federico Galimberti

VERONIKA EBERLE, violino – DÉNES VÁRJON, pianoforte

BEETHOVEN: Sonata n. 9 in la maggiore, op. 47, “a Kreutzer”
BARTÓK: Rhapsody n. 1 in si minore, op. 79
FRANCK: Sonata in la maggiore

Foto © Louie Thain (Veronika Eberle) e © Mihály Kondella / Liszt Academ (Dénes Várjon)